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Cuccioli Settembre 2011

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Come abbiamo vissuto noi il primo parto

Un’emozione indescrivibile.  Una dolcezza e una forza dimostrata dalla nostra gattina da far invidia a parecchi umani. Anche per noi è stato il primo parto ed il veder nascere una nuova vita lascia sempre un segno indelebile. L’emozione del primo gattino che esce, lei che si affanna per leccarlo e pulirlo, il fiato sospeso …. respirerà o no … e poi ecco i primi miagolii acuti stimolati dalla premurosa mamma, segno inequivocabile che il più è fatto. Neanche il tempo di gioire e di fare i complimenti a Cleopatra che di nuovo le contrazioni, sotto con il secondo. E’ stata lunga, molte ore, estenuanti ed emozionanti, senza chiudere occhio così come Cleopatra, ma alla fine tutto è andato bene. Tutti quattro i gattini sono in buona salute e potete vederli nella sezione  Cuccioli “Maggio – 2010”. Abbiamo cercato di riassumere in poche parole un’esperienza che porteremo sempre nel cuore.

Gigi e Laura

 

Il parto secondo gli esperti (tratto dal libro “Il tuo gatto” di David Taylor )

Nei gatti il parto avviene quasi sempre senza difficoltà, per cui l’intervento del proprietario o del veterinario si rende raramente necessario. In circa un terzo delle nascite, i gattini si presentano di coda; è normale, non si tratta di parto podalico. Quest’ultimo caso si verifica quando un gattino entra in vagina col didietro del corpo e punta le zampe posteriori verso il muso della madre. Ma anche in questa evenienza, di solito, è capace di cavarsela senza il bisogno di ricorrere al veterinario

 

Prima Fase

Dura fino a sei ore, e comincia con l’allargamento  della cervice  al passaggio delle membrane fetali. I questa fase cominciano le prime contrazioni involontarie della muscolatura uterina, che lentamente spingono i feti lungo il percorso che li porterà nel mondo esterno.

Alle prime doglie, la gatta spontaneamente cerca il proprio giaciglio, e vi si distende. Il suo respiro si fa ansimante, fa le fusa ma non sembra accusare dolori. Può esservi anche della fuoriuscita di liquido vaginale, e talvolta la prima fase si conclude con l’emissione di un liquido chiaro di qualche goccia di sangue

 

Seconda Fase

Il successivo stadio del parto dura circa 10-30 minuti, in ogni caso mai più di 90. Ha inizio quando il feto e le membrane fetali stimolano la gatta ad aiutare le contrazioni uterine involontarie con altre contrazioni, volontarie, dei muscoli addominali. All’inizio, le doglie si manifestano con intervalli di 15-30 minuti, e nel corso di esse la gatta si lecca ripetutamente la vulva senza muoversi dal giaciglio.

Presto appare all’orifizio vulvare una bolla scura, primo segno della membrana nella quale è avvolto il feto. Gli intervalli tra una contrazione e l’altra si fanno sempre più brevi, fino a ripetersi con cadenza di appena 15-30 secondi. Dalle membrane fetali in fase di fuoriuscita è possibile intravedere il feto, il quale, per effetto di una serie finale di contrazioni, viene definitivamente espulso

 

Terza Fase

All’espulsione del feto segue rapidamente anche quella delle membrane e della placenta. La nascita di ogni gattino è separata da quella degli altri, e ripete la stessa sequenza di tre fasi. Ogni gattino venuto alla luce presenta proprie membrane e placenta, tranne nei parti gemellari monovulari

 

Dopo il parto

Immediatamente dopo la nascita, la madre comincia a leccare insistentemente il piccolo appena nato e, con un morso, recide il cordone ombelicale a una distanza di 2-4 cm dall’ombelico. Talvolta la gatta tenta di ingerire la placenta seguendo un comportamento istintivo comune a molti mammiferi, che probabilmente ha il significato di eliminare ogni materiale in grado di attirare l’attenzione di animali predatori. Potrebbe causare problemi digestivi o di diarrea, ma tuttavia non è il caso di preoccuparsi se la gatta mamma ingerisse tutta la placenta.

 

La durata del parto

Tra un parto e l’altro intercorre un tempo variabile da cinque minuti a circa due ore. Talvolta la madre partorisce metà figliata, concedendosi poi un riposo di 12-24 ore prima di dare alla luce il resto dei piccoli. Se il parto fino a quel momento è stato regolare , con brevi intervalli, e se la madre sembra tranquilla e allatta volentieri i propri piccoli, non è il caso di allarmarsi. E’ possibile, però, che il ritardo sia dovuto a un’inerzia della muscolatura uterina e che le contrazioni siano troppo deboli, tali da indurre la madre a desistere dall’intraprendere gli sforzi opportuni per il nuovo parto. Una situazione simile non è normale. Per evitare qualsiasi tipo di problemi è buona norma contattare il proprio veterinario se la gatta non da alla luce il piccolo successivo a due ore dall’ultimo parto.



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