Chi è online

 4 visitatori online

Cuccioli Settembre 2011

Ninja RSS Syndicator

British Feed British Feed
Poesie

A le gatte de lo spedale di S. Anna di Torquato Tasso

Come ne l'ocean, s'oscura e 'nfesta

procella il rende torbido e sonante,

a le stelle onde il polo è fiammeggiante

stanco nocchier di notte alza la testa,

così io mi volgo, o bella gatta, in questa

fortuna avversa a le tue luci sante,

e mi sembra due stelle aver davante

che tramontana sian ne la tempesta.

 

Veggio un'altra gattina, e veder parmi

l'Orsa maggior con la minore: o gatte,

lucerne del mio studio, o gatte amate,

Se Dio vi guadi da le bastonate,

se 'l ciel voi pasca di carne e di latte,

fatemi luce a scriver questi carmi.

 

I gatti Les chats di Charles Baudelaire

Gli amatori ferventi e i saggi luminari

amano, a grado a grado che l'età loro avanza,

i gatti forti e morbidi, orgoglio della stanza,

com'essi freddolosi, e pigri, e sedentari.

 

Amanti di lussurie, di calma e di saggezza,

ricercano il silenzio, l'ombra e i suoi misteri;

l'Ade ne avrebbe fatto dei funebri corrieri,

se potessero flettere l'indomita fierezza.

 

Meditabondi, assumono le pose statuarie

delle sfingi accosciate in fondo a solitarie

lande, come in un sogno che fine mai non abbia;

 

sprizzano dalle reni magnetiche scintille:

e grani d'oro, simili a finissima sabbia,

vagamente gli stellano le mistiche pupille.

 

Le chat/Il gatto di Charles Baudelaire

I

Nel mio cranio passeggia e si dimena

(signore d'un palazzo senza porte)

un gatto fiero, flessuoso, forte;

quando miagola s'ode lieve appena,

 

tanto il suo timbro è tenero e discreto;

ma, sia che s'alzi o che s'avvalli l'onda

musicale, la nota è sempre fonda,

ricca di un incantevole segreto.

 

Questa voce m'avvolge con sue spire

tremule, filtra in ogni mia latebra;

come una strofa armoniosa ed ebra

m'esalta, come un magico elisire.

 

Ogni più cruda pena ella consola,

chiude in sé tutte l'estasi, e se deve

dirmi una frase, che sia lunga o breve,

dolce si esprime senza dir parola.

 

Archetto non esiste che più morda

sul mio cuore, sensibile leuto,

e faccia regalmente con acuto

trillo vibrarne la più tesa corda,

 

della tua voce, o musico animale,

gatto misterioso, serafino,

in cui tutto, incantesimo divino,

è così lieve, dolce, angelicale.

 

II

Tale un profumo emana dal suo manto

soffice a strisce alterne, fulva-nera,

che m'ha stregato, avendolo una sera

carezzato una volta, una soltanto.

 

Egli è il folletto tutelare mio,

l'ispiratore; nel suo chiuso impero

è despota, sì ch'io lo credo invero

un essere fatato, un mago, un dio.

 

Quando il mio sguardo verso questo caro

gatto, più caro d'una dolce amante,

si rivolge attirato, nell'istante

che a scrutare in me stesso mi preparo,

 

nell'ombra, stupefatto, ecco discerne

l'iridi sue di fosforo verdastro,

viventi opali dai riflessi d'astro,

vigili e fisse come due lanterne.

Le chat

 

Vieni, mio bel gatto, sul mio cuore;

Trattieni la granfia e lascia

ch’io mi perda nei tuoi - in amore -

occhi di metallo e d’agata.

 

E mentre la testa ti accarezzo,

il dorso elastico e snello,

e ti palpo - estasi di dolcezza -

il corpo elettrico e bello,

 

vedo la mia donna; anche il suo sguardo

- gelo profondo - come il tuo

navera e fende, come un dardo;

 

e dai piedi al capo, attorno al suo

corpo bruno fluttua un profumo

sottile, un periglioso effluvio.

 

 

Se aveste mai dormito con un gatto... di Franco Marcoaldi

Se aveste mai dormito con un gatto

o con un cane adagiato sopra al grembo,

ora sapreste che la metamorfosi è possibile,

che uomo e gatto e cane sono

entità volatili e cangianti: nel sonno

condiviso scompaiono le stinte

gerarchie tra cavalieri e fanti.

 

 

Il gatto di Andrea Molesini

Nel suo passo di cenere la brezza
mette un pugnetto di scintille.
Non sarebbe altrimenti l'incedere del gatto
della stessa materia dell'aria e del cerbiatto.
Troppo elegante per avere un io
crudele e indifferente come Dio.

 

Oh,Gatta tu sei Donna,.. di Cathy Thomas

Oh,Gatta tu sei Donna,

Primo e ultimo sospiro d'amore;

Distilli il mio rosso di oggi in un filtro.

Sacra eri un tempo,quando caddero le Mura,

Ora sfregiata rimani,

Sopravvissuta a una terra sterile,

A un cielo vuoto.

Come donna,ti levi,

Come donna,scegli il tuo giaciglio

Fra le stelle.

 

Ode al gatto di Pablo Neruda

Gli animali furono
imperfetti, lunghi
di coda, plumbei
di testa.
Piano piano si misero
in ordine,
divennero paesaggio,
acquistarono in grazia, volo.
Il gatto,
soltanto il gatto
apparve completo
e orgoglioso:
nacque completamente rifinito,
cammina solo e sa quello che vuole.

L'uomo vuol essere pesce e uccello,
il serpente vorrebbe avere le ali,
il cane è un leone spaesato,
l'ingegnere vuol essere poeta,
la mosca studia per rondine,
il poeta cerca di imitare la mosca,
ma il gatto
vuole essere solo gatto
ed ogni gatto è gatto
dai baffi alla coda,
dal fiuto al topo vivo,
dalla notte fino ai suoi occhi d'oro.

Non c'è unità
come la sua,
non hanno
la luna o il fiore
una tale coesione:
è una sola cosa
come il sole o il topazio,
e l'elastica linea del suo corpo,
salda e sottile, è come
la linea della prua di una nave.
I suoi occhi gialli
hanno lasciato una sola
fessura
per gettarvi le monete della notte.

Oh piccolo
imperatore senz'orbe,
conquistatore senza patria,
minima tigre da salotto, nuziale
sultano del cielo
delle tegole erotiche,
il vento dell'amore
all'aria aperta
reclami
quando passi
e posi
quattro piedi delicati
sul suolo,
fiutando,
diffidando
di ogni cosa terrestre,
perché tutto
è immondo
per l'immacolato piede del gatto.

Oh fiera indipendente
della casa, arrogante
vestigio della notte,
neghittoso, ginnastico
ed estraneo,
profondissimo gatto,
poliziotto segreto
delle stanze,
insegna
di un
irreperibile velluto,
probabilmente non c'è
enigma
nel tuo contegno,
forse sei mistero,
tutti sanno di te ed appartieni
all'abitante meno misterioso,
forse tutti si credono
padroni,
proprietari, parenti
di gatti, compagni,
colleghi,
discepoli o amici
del proprio gatto.

Io no.
Io non sono d'accordo.
Io non conosco il gatto.
So tutto, la vita e il suo arcipelago,
il mare e la città incalcolabile,
la botanica,
il gineceo coi suoi peccati,
il per e il meno della matematica,
gl'imbuti vulcanici del mondo,
il guscio irreale del coccodrillo,
la bontà ignorata del pompiere,
l'atavismo azzurro del sacerdote,
ma non riesco a decifrare il gatto.
Sul suo distacco la ragione slitta,
numeri d'oro stanno nei suoi occhi.



Aggiungi come bookmark sul tuo Social Network